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Quando optiamo definitivamente per la posa del nostro tanto desiderato pavimento in parquet ci troviamo di fronte ad una scelta di natura estetica che non ha che fare con l’essenza del legno ma con la sua classificazione.

Abbiamo spesso sentito parlare di “prima” o “seconda” scelta quando ci troviamo di fronte all’acquisto finale ma, in effetti, cosa si intende? da dove scaturisce una tale identificazione e soprattutto quanto influisce sul risultato finale nella posa del mio parquet?

Ad inizio 2018 è stata definita una nuova classificazione in sostituzione della precedente che recependo la classificazione europea come standard unico evidenzia le varie differenziazioni estetiche in una pavimentazione che ne determinano la classe di appartenenza.

I simboli con cui si attribuiscono le differenze di classi sono il cerchio, il triangolo e il quadrato.

Il cerchio

Il cerchio identifica una scelta Selezionata la cui fibra del legno è orientata, priva di tracce di corteccia, può presentare leggere variazioni di tonalità e nodi sani con dimensioni inferiori a 3 mm di diametro e il cui alburno (parte più chiara e tenere del tronco di legno) non è consentito.

Va sottolineato che tale classe comporta una selezione molto accurata del legno che oltre ad aumentare i costi non risulta essere una scelta propriamente ottimale riguardo la sostenibilità ambientale in quanto risulta eccessivo lo scarto di materia in fase di approvvigionamento.

Il triangolo

Il triangolo è la definizione del Rigatino o Fiammato in cui sono tollerate delle deviazioni leggere della fibra, i nodi sani sono tollerati fino ad un diametro di 10mm, si possono avere stonalizzazioni del colore mentre l’alburno è consentito fino al 50% della faccia anteriore.

Il quadrato

Il quadrato è la classe di aspetto più rustica e grezza del legno e tollera in maniera più ampia le caratteristiche estetiche descritte per le altre classi purché non compromettano la resistenza o la qualità di resistenza all’usura delle pavimentazioni in legno.

La Classe libera infine è definita dal produttore nelle singole caratteristiche richieste dal prontuario di riferimento.

Tale classificazione per il parquet prefinito riguarda esclusivamente l’aspetto estetico del legno in quanto la presenza dei nodi non inficia in alcun modo sulle prestazioni tecniche; altro discorso va fatto per il legno massello la cui presenza di caratteristiche di nodosità o alterazioni può presentare nel tempo problemi statici.

Chiaramente teniamo sempre in considerazione che la scelta estetica di un pavimento in legno comporta sempre l’accettazione delle caratteristiche naturale del materiale; i nodi, le piccole crepe, le venature non devono essere considerate dei difetti ma bensì dei segni distintivi del legno caratterizzandolo pienamente.

Non esiste in natura un legno perfetto che non presenti alterazioni, non abbia quelle tracce di “legnosità” che ne evidenziano la naturale bellezza altrimenti ci troveremmo di fronte ad una produzione artefatta della pavimentazione che ne compromette il valore intrinseco.

La classificazione è in ogni caso estremamente utile per capire il tipo di aspetto che avrà la nostra pavimentazione una volta posata, tenendo ben presente che la normativa in questione stabilisce che il 3% di una fornitura può appartenere ad una classe diversa da quella acquistata.

Concludendo: è importante e decisivo conoscere la provenienza della classe di aspetto del legno che andiamo a posare in quanto ci fornisce con esattezza il risultato finale estetico che ci dobbiamo aspettare.

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